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Gocce di Rugiada
21 settembre: giornata mondiale delle #emissionizero
#emissionizero
19/09/2022

Le scelte quotidiane, fatte dalla gente comune, sono la chiave dei nostri sforzi per ridurre le emissioni e trovare soluzioni più sostenibili. Qual’è il nostro motto? La singola azione che fa la differenza!

QUANDO È NATA LA GIORNATA ZERO EMISSIONI?

La Giornata Zero Emissioni è stata lanciata in Nuova Scozia e in Canada nel 2008.
CLC ha iniziato a organizzare l’evento in Finlandia nel 2017. Nel 2018, 25 membri di CLC hanno fatto una campagna per ZeDay. Inoltre, ZeDay è stato celebrato nelle scuole finlandesi sia nel 2017 che nel 2018.

PERCHÉ LA GIORNATA ZERO EMISSIONI?

La Giornata Zero Emissioni, nota anche come ZeDay, è stata progettata per dare al mondo una pausa dai combustibili fossili e per sensibilizzare sui danni causati dalle emissioni di carbonio. L’obiettivo è quello di coinvolgere le persone verso scelte più rispettose del clima nella loro vita personale. La giornata è una buona opportunità per ognuno di noi di pensare a cosa possiamo fare per ridurre le emissioni nocive di carbonio. La Climate Leadership Coalition invita tutte le organizzazioni a celebrare la Giornata Zero Emissioni e ad organizzare campagne per il proprio personale, i clienti e le altre parti interessate.

Inquinamento da plastica ed emissioni CO2: quale relazione?

L’inquinamento da plastica è un fenomeno molto diffuso e piuttosto evidente, basti pensare alle spiagge sommerse di bottiglie e oggetti monouso oppure alle nostre città, ormai colme di rifiuti ovunque. Ma ciò che davvero sfugge agli occhi di molti è l’effetto della plastica in termini emissioni atmosferiche di gas serra. Proprio così! Le emissioni di Co2 causate da produzione, trasporto e smaltimento del famoso polimero, sono tra le principali responsabili del cambiamento climatico.
Ogni fase del ciclo produttivo della plastica richiede un’enorme quantità di petrolio. E anche il trasporto presso i luoghi di riciclaggio coinvolge questo combustibile fossile. Fino a oggi abbiamo prodotto ben 8.3 miliardi di tonnellate di plastica, con 1,8 miliardi tonnellate di CO2 associate. L’aumento stimato del 22% nella domanda di plastica, dovuto anche al maggiore coinvolgimento dei Paesi emergenti, porterà a una dispersione sempre più incontrollata di CO2 nell’atmosfera . A questo ritmo, nel 2050 le emissioni globali derivanti dalla plastica raggiungeranno il 15% del carbon budget complessivo, ossia la quantità massima di CO2 emissibile in atmosfera per rimanere entro un aumento delle temperature medie di 1,5 gradi.
Il riciclo sembra essere l’unica soluzione, ma non è una pratico tanto diffusa come potrebbe sembrare: nel 2018 il 90,5% della plastica mondiale infatti non è stata riutilizzata. Il ricorso alle bioplastiche (ad esempio derivanti dal mais) invece ridurrebbe sicuramente la CO2 ma resta comunque dannoso per l’ambiente in termini di terreni sfruttati e fertilizzanti usati per produrre le materie prime da cui viene estratta. Trovare un sostituto durevole e sostenibile, diventa dunque una sorta di miraggio ecologico.

Come agire prima che sia troppo tardi?

È necessaria una strategia globale che integri sia l’incentivazione delle imprese nell’adozione di tecnologie e processi produttivi che non prevedono combustibili fossili, sia una maggiore sensibilizzazione della popolazione circa l’importanza del riciclo. In particolare, plasmando una generazione di consumatori attenti al problema favoriremmo la nascita di imprese green, senza perdere nulla in termini di competitività. Un gioco di squadra insomma, fatto di consapevolezza ecologica e risultati economici, per raggiungere l’obiettivo comune: ridurre le emissioni di gas serra derivanti dalla plastica contribuendo alla salvaguardia del pianeta.

I sistemi di depurazione*: acqua pura, buona e zero emissioni.

  • ridurre gli sprechi: basta pensare cosa c’è dietro una bottiglia di acqua che acquistiamo al supermercato per rendersi conto dell’importanza dei sistemi di depurazione dell’acqua. Infatti una bottiglia deve essere prodotta, utilizzando materiale plastico ed energia durante il processo di produzione.
  • ridurre l’inquinamento: la bottiglia stessa viene trasferita alla fonte, con la necessità di consumare dei carburanti fossili per il trasporto, riempita e distribuita ai diversi canali di vendita, con l’ulteriore necessario trasporto. Senza dimenticare che siamo poi noi a dover portare le bottiglie a casa e a doverle smaltire nella plastica, generando rifiuti che, se non trattati nel modo corretto, vanno a inquinare i mari.
  • bere e cucinare con un’acqua ideale per il nostro organismo: un sistema di depurazione efficace permette di risolvere alla radice questi problemi. Potremmo avere acqua oligominerale direttamente dal rubinetto di casa, evitando tutti i passaggi visti prima. L’ambiente e la nostra salute ce ne saranno grati e senza dimenticare il risparmio. E nessun problema anche se preferiamo l’acqua gassata oppure fredda: possiamo scegliere un sistema dotato di refrigerazione e gasatura.

Ricordiamo sempre che l’acqua è un bene prezioso, probabilmente il più prezioso che la Terra ci regala, ma che va trattata con rispetto. Cerchiamo di sostenere le iniziative che si occupano di garantire a tutti l’accesso all’acqua e che combattono gli sprechi. E non dimentichiamo che tutti i giorni possiamo fare qualcosa per aiutare l’ambiente.

* “depuratore” è un termine usato nel gergo parlato dai non addetti ai lavori per descrivere un’apparecchiatura per il trattamento domestico dell’acqua potabile. Tale termine non è riconosciuto dal Ministero della Salute in quanto troppo generico.

 

 

 

 

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